Ispirata da un viaggio negli Stati Uniti, volli creare un’occasione per incontrare l’altro e splendere nel reciproco riflesso.
Insieme all’architetto Michela Rota, ideammo un’installazione a forma di serotonina – l’ormone del buonumore, con l’intento di creare un luogo immaginario in cui provare a spogliarci da preconcetti e aspettative.
Mi tuffai nella profondità degli occhi a me di fronte ammirandone la Bellezza… e concedendomi il privilegio di esprimerla a parole. Donai ciò che mi venne donato, nel viaggio verso la consapevolezza che siamo tutti un riflesso dell’altro.
Una performance tanto semplice quanto potente: l’invito ad entrare in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio e lì, incontrarsi.
Fu strepitoso.
“…mi tornano in sogno alcuni confronti vissuti all’interno del Lodatorio. Occhi che fuggono, ridono, piangono, godono, respirano… Mi sveglio, penso che sì, sia questo per me un periodo molto particolare dove poche cose straordinarie stanno occupano la maggior parte della banda spazio/tempo a mia disposizione… Ma il suono dei sogni e il suo riverbero proseguono e penso a quanto sia stato potente e quanto sia necessario L’INCONTRO. Nella nostra quotidianità, non dobbiamo dimenticare di soffermarci nello sguardo di coloro che incontriamo, non dobbiamo smettere di provare a vedere cosa si cela dietro le tante maschere e abitudini che siamo soliti mettere in atto. Negli occhi degli altri possiamo riconoscere noi stessi. Nei nostri occhi l’altro si può riconoscere. Basta un attimo. È sufficiente che il mentale o dialogo interno (la scimmietta che dentro la nostra testa parla in continuazione) si distragga per un attimo… e accade una scintilla. Ci si vede. Tutto capita in pochi decimi di secondi. Nel cranio (prima o poi capirò dove, per ora mi sembra nel suo osso frontale…) sembra che vibri qualcosa, probabilmente sono le scariche elettriche di sinapsi solitamente poco vissute… e senti fisicamente di collegarti alla persona davanti a te. Se in quel momento ci si concede il dono di aprirsi e esprimere ciò che si pensa, lì, arriva l’INCONTRO: una delle estasi più intense che abbia mai vissuto.“