Diana Dell'Erba – Attrice – Torino

2014 “La Tempesta” di William Shakespeare, regia Mamadou Dioume (Prospero)

Ecco un’isola. Un’isola che è la nostra vita.
Luce, meraviglia, quiete…
È un attimo.
Tutto, di colpo, si trasforma.
Oscurato il sole a mezzogiorno,
radunato i venti bellicosi, 
dato fuoco al tremendo strepitoso tuono,
schiantato la quercia di Giove con la sua stessa folgore,
scosso il promontorio alla sua ferma base,
tombe hanno svegliato i loro morti e, spalancate, li hanno fatti uscire.
Uno spettacolo orrendo, in te tocca l’essenza della pietà.
E’ la guerra. 
La tua guerra.
Sembra che intorno a te i nemici appaiono, tanti.
Il nemico è uno solo: te stesso.
Ne sei spaventato ma hai un dubbio, tu l’hai concertata con tale sapienza e misura dell’Arte che tutto il dolore che hai visto è solo illusione.
Tu sei il burattinaio, la Coscienza, che è a capo di tutto.
I personaggi che subiscono il tuo potere sono tanti. E tu stesso sei quei personaggi. E se ogni personaggio deve conoscersi per evolvere, Tu, burattinaio, devi renderti conto di essere ognuno di quei personaggi e devi arrivare a perdonarli.
Perdonarli perché sono quel che sono.
Su di alcuni riesci ad avere un grande potere, li può trasformare, rendere qualcosa di diverso, a tuo piacimento.
Perché la tua forza è tanta.
Ma la tua forza non funziona su tutti.
E così alcuni non migliorano e rimangono quel che erano.
Se il tuo compito è quello di agire sugli altri, quelle parti di te stesso, un compito per te ancora più importante è quello di
perdonare chi non puoi cambiare.
Accettare e perdonare.
Non è il perdono sentimentale, bensì la rinuncia all’individualità, la rinuncia all’attaccamento.
Il perdono è comprensione.
Comprensione che tutte quelle forme sono la sede della stessa forza.
Una forza che per uno strano caso fa credere ad ognuna di essere la sola, la migliore, l’eterna.  
La vera mira è una sola: la libertà.

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